Nella luminosità di un paesaggio minerale, la luce danza sulle steppe argentate. Il cielo, immenso e limpido, si estende all’infinito come una tela per l’anima. L’aria vibra di una chiarezza cristallina, colma di nuova energia, come un soffio leggero che sfiora la pelle.
Spazio e tempo sembrano sospendersi nella grandezza del paesaggio. È un momento di compimento, in cui prende forma una libertà assoluta, radicata e tangibile.
È proprio a questo primo respiro che la fragranza deve il suo nome: Atmah, ispirato alla parola sanscrita Atman, termine fondamentale che indica l’essenza vitale, lo spirito più profondo di ogni essere vivente. Nella tradizione indiana rappresenta il legame tra l’individuo e l’universale, un respiro primordiale che trascende i confini del tempo.
Un’invocazione all’energia e alla luce interiore. «Per me, Atmah è l’eleganza dell’anima, la eleva con grazia», racconta Olivia de Rothschild.
Il nome richiama anche l’eredità della sua famiglia: nel 1898 il barone Edmond de Rothschild, bis-bisnonno di Olivia, acquistò uno yacht da crociera chiamato proprio Atmah. Simbolo di libertà per la famiglia, uno spirito che questa fragranza continua a evocare ancora oggi.